
Pubblicato il 21 Ottobre 2026
Stufe e camini 2026: divieti regionali e multe fino a 5.000 euro
Puoi ancora accendere la stufa a legna, il pellet o il camino? Dipende da Comune, classe ambientale e condizioni di utilizzo. Ecco cosa controllare prima di accendere, con un focus su Roma e Lazio.

Stufe e camini sono vietati nel 2026?
Non esiste un unico divieto nazionale di accensione per tutte le stufe e tutti i camini. Le restrizioni possono dipendere da regione, zona, periodo, classe ambientale e presenza di un altro impianto. Alcune diventano più severe durante gli episodi di smog.
La cifra “fino a 5.000 euro” riguarda specifiche violazioni in Lombardia: non è una multa automatica valida per ogni camino italiano.
Uso dell’apparecchio
Un generatore già installato può essere soggetto a limitazioni di accensione. Contano classe, zona e condizioni previste dall’atto.
Nuova installazione
I requisiti per installare o sostituire possono essere più rigorosi di quelli per utilizzare un apparecchio esistente.
Allerta smog
Il livello di emergenza può limitare anche apparecchi normalmente ammessi. Serve il bollettino insieme al provvedimento locale.
Quando si rischiano multe fino a 5.000 euro?
La Regione Lombardia richiama la sanzione da 500 a 5.000 euro dell’articolo 27, comma 4, della legge regionale 24/2006 per l’inosservanza delle disposizioni sulle tipologie di impianto e sulle biomasse utilizzabili. L’importo massimo non è la somma che paga automaticamente chi accende una stufa.
Prima di parlare di una multa bisogna quindi individuare la disposizione violata e l’ambito applicabile. Inoltre, le sanzioni per mancati controlli, manutenzione o altre violazioni non vanno confuse con quelle dei divieti antismog.
Riferimenti: legge lombarda, articolo 27 ↗ e quadro regionale delle misure permanenti ↗.
Il 15 ottobre 2026 non riguarda ogni camino di casa
La decorrenza lombarda del 15 ottobre 2026 riguarda nuovi requisiti emissivi e impiantistici per gli impianti civili alimentati a biomassa con potenza al focolare superiore a 35 kW. Per le caldaie a biomassa fino a 35 kW, il provvedimento regionale citato indica invece il 15 ottobre 2027.
Queste scadenze non cancellano i divieti già esistenti per altre categorie di apparecchi. Perciò non basta leggere “dal 15 ottobre” per sapere se la tua stufa è utilizzabile.
Divieti stufe e camini: regione per regione
Qui trovi tutte le 20 regioni, con le regole specifiche accertate e i controlli ancora necessari. Le indicazioni non sostituiscono la verifica del Comune: una fonte di pianificazione o un bando non dimostra da solo né un divieto né una libertà di accensione.
Come leggere la guida: “sotto le 4 stelle” comprende 0, 1, 2 e 3 stelle; “fino a 4 stelle comprese” include anche la classe 4. Quando non è stata accertata una soglia generale, lo indichiamo esplicitamente. Non significa che nella regione non esistano limiti locali.
LombardiaSanzioni specifiche e scadenze 2026/2027
L’uso degli apparecchi a 0, 1 e 2 stelle è vietato salvo i casi di esclusione o deroga previsti. Per nuove installazioni e requisiti impiantistici va letta la disciplina della specifica categoria. Dal 15 ottobre 2026 decorrono i nuovi requisiti per impianti civili a biomassa oltre 35 kW al focolare; per le caldaie fino a 35 kW la scadenza indicata è il 15 ottobre 2027. Le allerte possono aggiungere limiti temporanei.
PiemonteZona territoriale e semaforo antismog
Nelle zone Agglomerato di Torino, Pianura e Collina, l’utilizzo in presenza di altro riscaldamento richiede almeno 3 stelle. Con semaforo arancione o superiore il limite temporaneo richiede almeno 5 stelle. Controlla zona, bollettino e ordinanza; non applicare automaticamente il criterio alle aree montane.
VenetoDistinzione fra uso e installazione
La Regione indica, fuori dalla zona Prealpi e Alpi, il divieto d’uso sotto le 3 stelle; con allerta arancione o rossa, sotto le 4. Sono previste eccezioni, fra cui l’unico riscaldamento dell’edificio. Per nuove installazioni è indicata almeno la classe 4 stelle. L’attuazione passa dalle ordinanze comunali.
Emilia-RomagnaStagione 1 ottobre 2026–31 marzo 2027
Arpae indica lo stop a caminetti e stufe a legna o pellet fino a 3 stelle comprese nei Comuni di Pianura Est, Pianura Ovest e agglomerato di Bologna, negli immobili civili con riscaldamento alternativo. In emergenza lo stop arriva fino a 4 stelle comprese. Verifica l’ordinanza e le condizioni applicabili alla tua abitazione.
ToscanaNovità dal 1 novembre 2026 nella Piana Lucchese
Dal 1 novembre 2026, nei Comuni dell’area di superamento Piana Lucchese indicati dalla Regione, sotto i 200 metri, lo stop in presenza di riscaldamento alternativo comprende caminetti aperti e generatori sotto le 4 stelle. La scheda regionale inquadra il periodo critico dal 1 novembre al 31 marzo. Non è un divieto uniforme per tutta la Toscana.
LazioPiano regionale e provvedimenti del Comune
La scheda TPM_06 aggiornata nel 2025 prevede misure comunali emergenziali: al livello I, limitazioni sotto le 3 stelle; al livello II, sotto le 4 stelle e per i camini aperti. Le condizioni includono la disponibilità di riscaldamento alternativo. Per sapere se puoi accendere oggi servono zona e provvedimento locale: la multa lombarda non si trasferisce al Lazio.
CampaniaLegge regionale 36/2020 e ordinanze antismog
La legge regionale prevede nuove installazioni almeno 4 stelle dal 1 gennaio 2021. Nei casi di superamento PM10 descritti dall’articolo 2, nel periodo ottobre–marzo, i Comuni interessati adottano ulteriori prescrizioni, incluso il divieto sotto le 4 stelle. Le sanzioni sono individuate dal regolamento comunale.
PugliaMisure nei Comuni con criticità PM10
La DGR 943/2023 introduce limitazioni all’utilizzo dei generatori a biomassa nei Comuni con criticità di PM10. Controlla gli atti riferiti al tuo Comune e le successive disposizioni: un avviso per contributi alla sostituzione non è, da solo, una descrizione completa dei divieti di accensione.
Trentino-Alto AdigeVerifica distinta per le due Province autonome
In provincia di Trento il testo provinciale consultato richiede almeno 4 stelle per i nuovi generatori a biomassa, con disciplina specifica per alcune stufe costruite sul posto. Per Bolzano occorre consultare le disposizioni provinciali: le regole di un contributo per impianti a legna da almeno 35 kW non si possono estendere alle piccole stufe domestiche.
Fonte ufficiale ↗ · Provincia di Bolzano: ambito del contributo ↗
Valle d’AostaLinee guida regionali e verifica del singolo impianto
La Regione pubblica linee guida sulle biomasse legnose nel quadro del Piano Aria 2025–2031. Sono un riferimento per uso, efficienza e installazione. Qui non viene attribuita una soglia generale di stelle o una sanzione unica non verificata per l’intero territorio: controlla anche gli atti del Comune.
Friuli Venezia GiuliaNon confondere bando e obbligo d’uso
Il bando regionale 2026 riguarda la sostituzione di vecchi generatori con apparecchi più performanti o pompe di calore. La finestra riportata era 23 marzo–15 luglio 2026: non va presentata come ancora aperta a ottobre. Requisiti di incentivo e limitazioni all’accensione sono due verifiche diverse.
LiguriaPiano regionale e atti locali
Il portale regionale raccoglie pianificazione, zonizzazione e normativa sulla qualità dell’aria. Per un camino domestico verifica l’atto applicabile al Comune e gli obblighi dell’impianto; questa ricognizione non certifica un divieto regionale uniforme né l’assenza di limitazioni locali.
MarcheAttenzione all’annualità dei provvedimenti
La pagina regionale pubblica le misure contingenti 2025–2026 per i Comuni della zona costiera e valliva. Prima di usarle per l’inverno 2026–2027, controlla l’aggiornamento e l’ordinanza comunale. Non è corretto prolungare automaticamente un provvedimento stagionale oltre la sua validità.
UmbriaVerifica territoriale, soprattutto nella Conca Ternana
La documentazione regionale tratta misure dedicate agli usi di caminetti e stufe tradizionali nella Conca Ternana. Per l’accensione nel 2026 serve la disposizione locale vigente: da questo riferimento di pianificazione non ricaviamo una soglia unica valida per tutta l’Umbria.
AbruzzoAccordo sulla qualità dell’aria e misure attuative
La documentazione regionale del 2024 collega la riduzione delle emissioni alla gestione e alla sostituzione dei vecchi apparecchi a legna. Un accordo o una campagna informativa non equivale a una multa automatica: controlla i provvedimenti attuativi e l’ordinanza del Comune.
MoliseControllo locale necessario
ARPA Molise rende disponibili monitoraggio e informazioni sulla qualità dell’aria. In questa ricognizione non è stata accertata una soglia regionale unica di stelle per ogni abitazione. Questo non prova che non esistano obblighi o ordinanze locali: chiedi il riferimento aggiornato al Comune.
BasilicataNon trasferire le regole del Bacino Padano
Le informazioni regionali sulla qualità dell’aria non consentono da sole di attribuire a ogni stufa domestica una multa fino a 5.000 euro. Per il singolo impianto controlla Comune, eventuali misure territoriali e documentazione tecnica. Nessuna assenza di divieti locali viene certificata da questa sintesi.
CalabriaPianificazione e verifica comunale
Il quadro provinciale e comunale va verificato insieme alla pianificazione regionale della qualità dell’aria. La fonte regionale consultata documenta il percorso del Piano, ma non basta per affermare un divieto generalizzato di accensione nel 2026 o un importo unico di sanzione.
SiciliaPiano regionale e provvedimenti attuativi
Il portale regionale raccoglie il Piano di tutela della qualità dell’aria e attività per contenere le emissioni della biomassa civile. Verifica eventuali misure applicabili nel Comune: le regole lombarde non si estendono automaticamente alla Sicilia.
SardegnaEfficienza e misure del Piano aria
Il Piano regionale prevede interventi per sostituire caminetti e stufe tradizionali con sistemi più efficienti e misure per altri impianti a bassa efficienza. Non lo interpretiamo come un divieto automatico per ogni camino domestico: occorre individuare l’atto riferito all’impianto e al territorio.
Camini e stufe nel Lazio: cosa verificare a Roma
Per chi vive a Roma, partire da una notizia lombarda può portare fuori strada. Il riferimento è il Piano di risanamento della qualità dell’aria del Lazio, con le modifiche successive, insieme agli atti di Roma Capitale che disciplinano la situazione concreta.
La scheda regionale TPM_06, aggiornata con la deliberazione n. 6 del 23 luglio 2025, distingue due livelli emergenziali. Prevede limiti per i generatori sotto le 3 stelle al primo livello e sotto le 4 al secondo; al secondo livello sono richiamati anche i camini aperti. Le misure considerano la presenza di un riscaldamento alternativo.
La domanda giusta è “quale disposizione vale per il mio indirizzo e in questo periodo?” Controlla l’ordinanza comunale, la zona e l’eventuale attivazione dell’emergenza. Non presentiamo una misura di Piano come se fosse, da sola, un’ordinanza di accensione valida oggi per tutta Roma.
Fonti: archivio regionale Aria ↗ · atto approvato del 23 luglio 2025, scheda TPM_06 ↗.
Stufa 3, 4 o 5 stelle: dove trovi la classe ambientale?
Le stelle descrivono la prestazione ambientale del generatore secondo il DM 186/2017. Non coincidono con l’etichetta energetica: un buon rendimento non consente di dedurre automaticamente la classe emissiva.
Cerca marca e modello esatti, poi richiedi il certificato ambientale al costruttore o al rivenditore. Se manca la documentazione, non attribuire una classe sulla base dell’età, del prezzo o dell’aspetto dell’apparecchio.
DM 7 novembre 2017 n. 186, Gazzetta Ufficiale ↗.

Le proposte di modifica non sono già obblighi
Al 21 ottobre 2026 è aperta una consultazione pubblica sull’aggiornamento del DM 186/2017, prevista dal 1 al 26 ottobre. È un procedimento relativo a uno schema: non presentiamo le proposte come nuove regole già entrate in vigore.
Hai una stufa a legna o pellet? Controlla questi 5 punti
- Identifica il generatore. Marca, modello, potenza al focolare e certificazione ambientale devono essere riferiti alla macchina effettiva.
- Individua il territorio. Zona di qualità dell’aria, Comune e quota possono cambiare l’applicazione della misura.
- Leggi il periodo e le condizioni. Distingui misura permanente, stagionale ed emergenziale. Verifica se l’eccezione per l’unico riscaldamento è prevista e ancora valida.
- Controlla impianto e manutenzione. Conserva dichiarazione di conformità, libretto e rapporti richiesti. La pulizia del generatore e della canna fumaria non sostituisce la verifica normativa.
- Usa il combustibile ammesso. Rispetta manuale e prescrizioni locali; dove è richiesto pellet A1, conserva la relativa documentazione.
Se la stufa serve un circuito ad acqua, valuta anche circolazione, fanghi e stato dei terminali. Il lavaggio dell’impianto di riscaldamento riguarda il circuito idraulico: è un intervento diverso dalla pulizia della canna fumaria e non cambia le stelle del generatore.
Cosa mettere al posto di una vecchia stufa o di un camino?
Prima di sostituire, chiarisci quali ambienti devi riscaldare, se serve acqua calda e come è fatto l’edificio. Il divieto di usare un apparecchio non rende ogni alternativa automaticamente conveniente o compatibile.
Pompa di calore per le stanze
Un sistema aria-aria può riscaldare gli ambienti; un aria-acqua può servire terminali e accumulo sanitario. Servono dimensionamento e verifica delle temperature dell’impianto.
Acqua calda sanitaria
Uno scaldacqua dedicato come Nuos o Lydos Hybrid produce ACS: da solo non sostituisce il camino per riscaldare le stanze. La funzione va distinta da quella di un sistema completo.
Valutare prodotto e impianto
Confronta la soluzione completa, non solo il costo della macchina: installazione, collegamenti, manutenzione e consumi contano. Le caratteristiche vanno confermate sul codice proposto.
Vuoi valutare il riscaldamento della tua casa a Roma? Parla con Valerio Renzetti prima di acquistare. Partiamo dall’impianto esistente, senza promettere risparmi uguali per tutti.
Incentivi: verifica requisiti e apertura del bando
I contributi per la sostituzione hanno condizioni proprie: ammissibilità del generatore, impianto preesistente, pratiche e scadenze. Un bando chiuso non va presentato come un’opportunità ancora disponibile. Inoltre, il rispetto delle regole per accendere non garantisce l’accesso a un incentivo.
Divieto camini e stufe 2026: le risposte utili
Le multe fino a 5.000 euro valgono in tutta Italia?
No. La fascia da 500 a 5.000 euro citata nella guida è prevista dalla normativa lombarda per specifiche violazioni. Territorio, disposizione violata e tipo di impianto devono essere individuati: non è una multa nazionale automatica per chi possiede un camino.
Una stufa a pellet è sempre consentita perché usa un combustibile rinnovabile?
No. Anche gli apparecchi a pellet possono essere soggetti a limiti di classe emissiva, qualità del combustibile e uso durante le allerte smog. La natura rinnovabile del combustibile non elimina le regole sulla qualità dell’aria.
Come faccio a sapere quante stelle ha la mia stufa?
Cerca la certificazione ambientale del modello esatto e chiedila al produttore o al rivenditore. L’etichetta energetica non sostituisce la classe ambientale e l’anno di acquisto non permette di dedurla.
Se il camino è l’unico riscaldamento posso sempre usarlo?
Non necessariamente. Alcune discipline prevedono eccezioni, altre hanno requisiti o deroghe specifiche. Non estendere l’eccezione di una regione a un’altra e controlla che sia ancora vigente.
Uso, territorio e alternative
A Roma basta seguire le regole della Lombardia?
No. Per Roma valgono il quadro del Lazio e i provvedimenti di Roma Capitale applicabili. Le misure emergenziali regionali richiedono di verificare condizioni di attivazione, zona e disponibilità di altro riscaldamento.
Una stufa 4 stelle può essere vietata durante un’allerta?
Sì, dove la misura emergenziale richiede una classe superiore. Per esempio, la pagina Arpae per le misure emergenziali indica lo stop anche agli impianti fino a 4 stelle comprese nei territori interessati.
Una pompa di calore sanitaria può sostituire il camino per scaldare casa?
Uno scaldacqua dedicato come Nuos o Lydos Hybrid produce acqua calda sanitaria e non riscalda le stanze. Per riscaldare casa serve un sistema progettato per quel servizio, aria-aria o aria-acqua, con dimensionamento adeguato.
Pulire la canna fumaria fa aumentare le stelle del camino?
No. Pulizia e manutenzione sono essenziali, ma non attribuiscono una certificazione ambientale superiore. Un’eventuale sostituzione o modifica deve essere valutata tecnicamente e documentata.



