
Pubblicato il 22 Novembre 2025
Una delle domande più frequenti su caldaie e termosifoni è: a quanto devo regolare la pressione dell’impianto?
La risposta, nella maggior parte dei casi domestici, è semplice: tra 1 e 1,5 bar a caldaia fredda.
Evitare di arrivare a 2 bar non è un dettaglio, ma una precauzione importante per la sicurezza e per la salute della caldaia.
Pressione caldaia: il valore giusto in casa
Nelle abitazioni standard con impianto a termosifoni o radiatori, il valore corretto a caldaia spenta è:
| Situazione | Pressione consigliata |
|---|---|
| Caldaia spenta / impianto freddo | ≈ 1 bar (fino a max 1,5 bar) |
| Caldaia in funzione / termosifoni caldi | Può salire di 0,3–0,5 bar senza problemi |
1 bar corrisponde circa a 10 metri di colonna d’acqua.
Questo valore è più che sufficiente per alimentare la maggior parte degli impianti domestici a uno o due piani.
Perché non bisogna arrivare a 2 bar?
Tenere la pressione già a 2 bar da fredda è sconsigliato per due motivi principali:
1. L’acqua si espande quando si riscalda
Quando accendi il riscaldamento, l’acqua dentro caldaia e termosifoni si scalda, aumenta di temperatura e quindi di volume.
Se il vaso di espansione (il “polmone” che assorbe questa dilatazione) è:
- leggermente scarico di pressione lato aria, oppure
- di capacità limite rispetto ai litri dell’impianto,
la pressione può alzarsi rapidamente.
Esempio tipico:
- imposti la pressione a 2 bar a freddo;
- accendi il riscaldamento, l’acqua passa da 20°C a 60–70°C;
- la pressione può salire tranquillamente verso i 3 bar.
A 3 bar entra in gioco la valvola di sicurezza della caldaia (tarata proprio a 3 bar):
la caldaia inizia a scaricare acqua dal tubicino di sicurezza e ti ritrovi con la pressione che cala di colpo e magari il pavimento bagnato sotto l’apparecchio.
Più alta è la temperatura di esercizio, maggiore sarà questa variazione di volume:
a 60°C la dilatazione è di un certo valore, a 70°C ancora di più. Se parti già alto di pressione, lo “spazio di manovra” si riduce.
2. Il manometro può non essere precisissimo
Altro motivo per evitare di fermarsi a 2 bar è il manometro: non sempre è perfettamente preciso.
Mentre ricarichi l’impianto con il rubinetto di carico:
- il manometro potrebbe segnare meno della pressione reale,
- tu pensi di essere a 2 bar, ma in realtà sei già molto vicino ai 3,
- ti accorgi del problema solo quando la valvola di sicurezza inizia a scaricare acqua.
Mantenendo la pressione di esercizio intorno a 1–1,5 bar hai un margine di sicurezza più ampio, anche in caso di piccole imprecisioni dello strumento.
Quando basta 1 bar (e quando no)
Nella maggior parte degli appartamenti e delle villette a pochi piani, 1 bar a freddo è sufficiente.
Ecco lo schema pratico:
- Case fino a 2 piani sopra la caldaia: in genere 1 bar va benissimo.
- Impianti molto estesi o su più piani: può essere necessario avvicinarsi a 1,5 bar, sempre senza toccare i 2 bar a caldaia fredda.
Se devi superare spesso 1,5 bar per far arrivare l’acqua all’ultimo radiatore, è il caso di far controllare l’impianto da un tecnico abilitato: potrebbe esserci un problema di dimensionamento, di vaso di espansione o di sfiati aria.
Come controllare (e correggere) la pressione della caldaia
Le operazioni base che può fare l’utente (seguendo il libretto della propria caldaia) sono:
- Controllare il manometro a caldaia spenta e impianto freddo.
- Se il valore è sotto 1 bar, aprire il rubinetto di carico lentamente finché non si arriva a circa 1–1,2 bar.
- Chiudere subito il rubinetto di carico e verificare che la pressione si stabilizzi.
- Accendere il riscaldamento e controllare che, a termosifoni caldi, la pressione non superi mai i 2–2,2 bar.
Se la pressione:
- sale facilmente verso i 3 bar con i termosifoni accesi, oppure
- scende spesso sotto 0,8 bar costringendoti a ricaricare di continuo,
potrebbe esserci un problema al vaso di espansione, a qualche perdita o ad altri componenti interni.
In questi casi è meglio non improvvisare e fare intervenire un tecnico.
Possiamo verificare vaso di espansione, valvola di sicurezza, circolatore e tenuta dell’impianto:
richiedi assistenza caldaie a Roma.
Le 3 situazioni da non sottovalutare
- Pressione spesso a 0: la caldaia va in blocco e non parte. Possibile perdita, valvola di sicurezza che gocciola, spurghi aria o vaso di espansione scarico.
- Pressione che sale a 3 bar: entra la valvola di sicurezza, esce acqua e la pressione poi crolla. Da far verificare.
- Pressione fissa sopra i 2 bar anche a freddo: impostazione errata o manometro non affidabile. Meglio riportarsi su 1–1,5 bar.
FAQ – Domande frequenti sulla pressione della caldaia
A quanto devo tenere la pressione della caldaia a termosifoni spenti?
In un impianto domestico standard è sufficiente stare tra 1 e 1,5 bar a caldaia spenta.
Valori più alti non portano vantaggi e aumentano il rischio di intervento della valvola di sicurezza quando l’acqua si riscalda.
È normale che la pressione salga quando accendo il riscaldamento?
Sì, è normale che la pressione aumenti di 0,3–0,5 bar quando l’acqua si scalda.
Non è normale se, partendo da 1,5–2 bar, la pressione arriva vicino ai 3 bar o fa aprire la valvola di sicurezza.
Cosa succede se la pressione va sotto 0,8 bar?
La caldaia può andare in blocco per mancanza di pressione e non accendersi più.
Se devi ricaricare spesso l’impianto, potrebbe esserci una perdita o un problema di vaso di espansione: in quel caso è meglio far controllare l’impianto.
Posso tenere la caldaia a 2 bar per sicurezza?
No, è l’opposto: stare a 2 bar a freddo riduce il margine di sicurezza.
Con l’aumento di temperatura, soprattutto se il vaso di espansione non è perfetto, puoi arrivare velocemente vicino ai 3 bar e far scaricare la valvola di sicurezza.
Quando devo chiamare un tecnico?
È il caso di chiamare un tecnico abilitato quando:
- la pressione sale spesso oltre i 2,2–2,3 bar con il riscaldamento acceso;
- la valvola di sicurezza gocciola o scarica acqua;
- la pressione scende di frequente sotto 0,8 bar anche senza perdite visibili;
- non riesci a riportare l’impianto su 1–1,5 bar in modo stabile.




